Il progetto visto dagli studenti di 4^TA

I prof insistono da anni a farci vedere la nostra scuola come un laboratorio di integrazione, luogo di convivenza pacifica tra genti diverse, perciò abbiamo scelto di aderire al progetto non proprio a scatola chiusa ma già con una mentalità di apertura. Non sapevamo quale paese ci sarebbe toccato in sorte…ma neanche loro sapevano chi avrebbero ricevuto nel pacco dono organizzato dal CIPMO!

Quando è arrivata l’Albania siamo rimasti un pò spiazzati perché immaginavamo un paese orientale oltre il Mediterraneo. Un ripasso di geografia e qualche anticipazione sul programma di storia e abbiamo scoperto i tanti perché; in ordine sparso: studiano Dante, studiano l’italiano, amano le vacanze, conoscono il nostro paese dal ventennio fascista, …

Qualche libro, -in verità sono per la prossima estate… -, suggerito dai prof, una mostra di fotografie che ci mostrava l’Albania tra metà XIX e XX secolo e tanto wapp hanno fatto il resto.

E’ mancato l’incontro promesso e desiderato a Strasburgo ma abbiamo speranza che una volta risolto il problema del Kosovo, potremo riprovarci. Intanto stiamo organizzando per andare in Albania ed ospitare chi avrà piacere di scoprire Milano. Gli articoli seguenti vogliono essere un invito ai nostri amici di tastiera perché prendano un aereo e scendano presto a Malpensa!

la classe 4^TA

“Vittime” dello Shopping a Milano

La città di Milano è conosciuta come capitale mondiale della moda e anche per questo motivo, noi giovani milanesi siamo molto attenti al look; inoltre dal web e dalla televisione siamo bombardati con pubblicità che ci ricordano continuamente che la moda ha un ruolo importante nella vita di tutti noi. Solitamente la moda viene dettata dagli stilisti o dalle persone famose: indossando un nuovo capo o un vestito di un determinato colore catturano l’attenzione dei giovani e li spingono a comprare quel tipo di vestito o quella scarpa o a farsi quel taglio di capelli. Un classico esempio è Chiara Ferragni, la fashion blogger ed influencer più seguita del momento.

Nella nostra città sono presenti stili d’abbigliamento molto diversi tra di loro, ma alcuni di questi prevalgono rispetto ad altri. Se i nostri amici albanesi venissero a trovarci, tappa sicura – ma soltanto per ammirare le lussuose e a volte stravaganti vetrine – sarebbe il cosiddetto Quadrilatero della moda: Via Monte Napoleone, Via Manzoni, Via della Spiga e Corso Venezia – splendide strade dove i migliori stilisti di moda offrono le loro straordinarie creazioni. Per acquistare negli showroom e nelle boutique di queste vie, gli amanti dello shopping giungono da tutto il mondo. Cuore del quartiere è via Monte Napoleone, considerata tra le vie più costose e prestigiose al mondo al pari dell’Avenue des Champs Elysees di Parigi o della Fifth Avenue a New York. Non sono negozi per le nostre tasche per cui, dopo esserci lustrati gli occhi con Armani, Gucci, Prada, Dolce e Gabbana, ci spostiamo in Corso Vittorio Emanuele, che collega Piazza Duomo a Piazza San Babila. Sotto i portici – comodi negli inverni piovosi – troviamo i brand più sportivi come Zara, H&M, Tezenis. Altra zona dove vi porteremo è Corso Buenos Aires un immenso centro commerciale a cielo aperto: qui sono grandi magazzini, ristoranti, bar, gelaterie, librerie, oltre che negozi di molte celebri firme dell’abbigliamento. Ha un problema, non è solo pedonale, perciò saremo costretti a fare un po’ a zig zag nel traffico.

Torniamo a noi: per quanto riguarda i ragazzi la tendenza del momento è l’abbigliamento sportivo ma griffato, il cosiddetto casual.I maschi amano indossare i pantaloni della tuta (perché comodi) oppure jeans attillati, magliette semplici e felpe con cappuccio. Alcuni aggiungono al loro look accessori firmati come cinture di note marche come Gucci, Versace e Louis Vuitton. Il negozio più gettonato nel mondo maschile è Foot Locker, all’interno del quale si possono trovare diverse marche di scarpe, sneakers e abbigliamento come Kappa, Adidas, Nike, Fila, Puma etc.

Le ragazze invece prediligono abbinare i jeans, che siano stretti o a zampa d’elefante, ad una semplice maglietta o a dei crop top. I negozi più frequentati sono Bershka, Stradivarius, Tall Wejl e Pull&Bear: negozi di tendenza con prezzi contenuti così le ragazze riescono a concedersi qualche capo in più. Un’altra cosa che fa molta tendenza tra noi giovani sono le scarpe. Le marche più gettonate del momento sono Nike, Adidas e Fila ma se si vuole puntare a qualcosa di più esclusivo e costoso Alexander McQueen, Gucci e Louis Vuitton sono sicuramente le più vendute. Seguire la moda è sicuramente interessante e può aiutare noi giovani a sentirci più belli, ma tutti dovrebbero cercare di avere un proprio stile, soprattutto per contraddistinguersi dalla massa.

A.Mortali, F.Martelli, M.Pizzochera, A.Unida

Shopping in Milan

The city of Milan is known all over the world as the capital of fashion and for this reason too, the young Milanese do care about to the look; moreover, from the web and from television we are bombarded with advertisements that constantly remind us that fashion has an important role in the lives of all of us.  Usually fashion is dictated by fashion designer or famous people: wearing a new garment or a dress of a certain color catches the attention of young people and pushes them to buy that type of dress or that shoe or get that haircut. A classic example is Chiara Ferragni, the most followed fashionblogger and influencer of the moment. 

In our city there are very different styles of clothing, but some of them prevail over others. If our Albanian friends came to visit us, certainly we would stop – but only to admire the luxurious and sometimes odd shop windows – in the so-called Fashion Quadrilateral: Via Monte Napoleone, Via Manzoni, Via della Spiga and Corso Venezia – splendid streets where the best designers of fashion offer their extraordinary creations. Shoppers come from all over the world to buy in showrooms and boutiques in these streets. The heart of this area is via Monte Napoleone, considered one of the most expensive and prestigious streets in the world, as well as the Avenue des Champs Elysees in Paris or Fifth Avenue in New York. 

They are not shops for our pockets, so after having glazed our eyes with Armani, Gucci, Prada, Dolce and Gabbana we move to Corso Vittorio Emanuele, which connects Piazza Duomo to Piazza San Babila. Under the arcades – comfortable in rainy winters – we find the most sporting brands like Zara, H&M, Tezenis. Another area where we will take you is Corso Buenos Aires, an immense open-air shopping center: here are department stores, restaurants, bars, ice cream parlors, bookstores, as well as shops with many famous clothing brands. It has a problem, it’s not just pedestrian, so we’ll be forced to zigzag a bit in traffic. 

Let’s get back to us: as far as boys are concerned, the trend of the moment is sportswear but made by designer, the so-called casual. Boys  like wearing wear sweatpants (because they are comfortable) or tight jeans, simple T-shirts and hooded sweatshirts. Some add accessories to their look, such as belts by famous brands such as Gucci, Versace and Louis Vuitton. The most popular store in the boys world is FootLocker, where you can find different brands of shoes, sneakers and clothing like Kappa, Adidas, Nike, Fila, Puma etc. The girls prefer matching  jeans, whether tight or flared, with a simple T-shirt or crop top. The most popular shops are Bershka, Stradivarius, TallWejl and Pull & Bear: trendy shops with reasonable prices so the girls can  indulge with some more items. Very trendy among us young people are shoes. The most popular brands of the moment are Nike, Adidas and Fila, but if you want something more exclusive and expensive, Alexander McQueen, Gucci and Louis Vuitton are certainly the best sellers. 

Following fashion is certainly interesting and can help us young people to feel more beautiful, but everyone should try to have their own style, especially to distinguish themselves from the crowd. 

A.Mortali, F.Martelli, M.Pizzochera, A.Unida 

A spasso tra chiese e musei

A differenza di quello che si può pensare, noi ragazzi possiamo essere interessati alla cultura e Milano ne è ricca. Qui proponiamo un breve itinerario per studenti come noi che ci volessero venire a far visita!

Una tappa obbligatoria è il Duomo, una tra le più belle cattedrali gotiche d’Europa, la cui costruzione è durata cinque secoli e non è ancora terminata. La leggenda, macabra e dolce al tempo stesso, narra di una dama in viaggio di nozze, che spaventata dalle statue e dai gargoyle mostruosi posti sulla copertura e angosciata dalla sua gravidanza illegittima, decise di suicidarsi, scomparendo tra le guglie del Duomo. Il suo corpo non fu mai ritrovato e si dice che ancora oggi possa essere vista nelle fotografie nuziali, dietro agli sposi, vestita di nero. Non c’è da aver paura però, vuole solo augurare un buon matrimonio.

Passando per la Galleria Vittorio Emanuele, una galleria commerciale coperta costruita in un’epoca in cui Milano era molto più umida e piovosa, non potete non fare un “giro” sul mosaico del toro portafortuna, e dopo aver ammirato le vetrine del salotto buono della città, sbucherete in Piazza della Scala, dove si trova il teatro lirico più famoso al mondo. Sempre in zona potrete visitare San Bernardino alle Ossa, una chiesa decisamente inquietante, in stile Barocco e decorata internamente da ossa umane. Altra tappa essenziale è Santa Maria delle Grazie, nella omonima piazza, opera dell’architetto Bramante; nel refettorio si trova il famosissimo Cenacolo di Leonardo Da Vinci (nel caso in cui foste interessati a vederlo, vi consiglio di prenotare con largo anticipo).

Il tour continua in Piazza Affari con il palazzo Mezzanotte – Borsa di Milano -, simbolo dell’economia Italiana che però nelle sue viscere nasconde i resti del teatro della Mediolanum capitale dell’Impero Romano nel III secolo. Al centro della piazza è posta una scultura piuttosto “curiosa” – dal nome L.O.V.E. – che rappresenta una mano con tutte le dita mozzate, eccetto il dito medio!

Importantissimo a Milano è, ovviamente, il castello Sforzesco, antica residenza degli Sforza, signori di Milano dopo i Visconti, risalente al 1400. Oggi è sede di importanti musei e icona di Milano. Dopo aver ammirato i suoi tesori (dipinti, sculture, arazzi, armi e strumenti musicali), ci potremo riposare nel parco più grande di Milano. Altra tappa sarà la celebre Basilica di Sant’Ambrogio, nell’omonima piazza, alla sua sinistra si trova la colonna del Diavolo. Questa presenta due fori che secondo la leggenda furono prodotti dalle corna del Diavolo, durante una lotta tra quest’ultimo e sant’Ambrogio.

Anche per gli amanti dei musei il “buffet” è vasto, tra i musei principali ci sono la Pinacoteca di Brera (con opere che vanno dal XIII al XIX secolo es. Mantegna, Giambellino, Caravaggio) e vi consigliamo di fare anche un salto alla Pinacoteca Ambrosiana dove è esposto il cartone di Raffaello (da poco restaurato) per la Scuola di Atene affrescata nei Musei Vaticani. Per gli amanti dell’arte del XX secolo di fianco a Palazzo Reale è il Museo del ‘900 con opere per es. di Burri, Fontana e Pistoletto

Possiamo ben dire che Milano è una città affascinante e le possibilità di visite culturali non mancano di certo!

D.Gonzalez, A.Susani, L.Margoni, L.Uderzo

“Polentoni” solo a parole

Milano, metropoli del nord Italia, offre un’ampia varietà di sport praticabili indoor o outdoor: campi di calcio, basket, rugby, pallavolo, tennis, piste per atletica, ippodromi, velodromi e piste ciclabili per i meno atleti.

Milano è famosa perché ospita uno tra gli stadi più grandi in Europa e tra i più famosi al mondo, è il Giuseppe Meazza e conosciuto dai milanesi come San Siro. Vi giocano le due squadre cittadine che sono il Milan e l’Inter, a volte vi gioca anche la nazionale italiana, ma è utilizzato anche per concerti e manifestazioni di vario genere. Questo stadio ha una capacità di 80.000 spettatori ed è stato inaugurato nel 1926 .

Nello stesso quartiere, vicino allo stadio, troviamo l’ippodromo di San Siro, dove hanno luogo le gare di ippica, è stato inaugurato nel 1920 ed ha una capacità di 20.000 spettatori. Emblema del tempio del galoppo milanese è il Cavallo di Leonardo da Vinci genio delle arti, celebrato quest’anno a Milano per i 500 anni dalla morte.

Il basket è uno sport molto seguito dai milanesi grazie alla squadra “Olimpia Milano” che veste i colori biancorossi. E’ una delle più ammirate e vincenti d’Europa e la più forte d’Italia; nel suo palmares vanta infatti 28 scudetti e 6 Coppe Italia. Il Palazzetto, il Mediolanum Forum, si trova ad Assago, nella periferia sud della città.

A Milano è molto seguito il rugby ed è praticato dai ragazzi nei campi che si trovano nelle periferie. La prima squadra cittadina si esibiva però all’Arena Civica, già Anfiteatro Napoleonico oggi monumento nazionale, tutelato dalla soprintendenza alle Belle Arti; ha una capacità di 10.000 spettatori. L’edificio ha la forma di un anfiteatro, ispirandosi al Colosseo di Roma. Attualmente i ragazzi di molte scuole della città e dei dintorni di Milano qui gareggiano partecipando a giochi sportivi e svolgendovi raduni di atletica o di ginnastica.

La squadra che rappresenta la città di Milano nell’ambito della pallavolo si chiama “Volley Milano” fondata nel 1999, il suo campo si trova ad Assago (stesso stadio del basket). Ha una nutrita tifoseria per via dei numerosi titoli che ha vinto e per i tornei con esito positivo.

Simbolo sportivo di Milano è la “Stramilano”, una maratona alla quale chiunque può partecipare correndo 21km – la classica Stramilano – o la Stramilanina di 10 km o ancora la Half Marathon di 5 km. Scendono in strada migliaia di atleti, italiani e internazionali e migliaia di appassionati maratoneti. Il percorso è aperto a tutti, senza nessuna limitazione. Per il ciclismo, quando si svolge il Giro d’Italia (corsa ciclistica che dovrebbe attraversare tutta l’Italia) c’è una tratta che va da Sanremo a Milano, dove i ciclisti attraversano il centro della città.

A Milano si praticano molti sport al chiuso e le palestre private – es. GetFit, Jet Fit, Virgin Active – sono capillari sul territorio così come le piscine comunali dove praticare agonismo o semplici corsi di natazione e che durante l’estate aprono gli spazi esterni per la tintarella. A Milano puoi usufruire dei parchi pubblici dove spesso le persone fanno footing e corrono seguendo il percorso del parco, in alcuni parchi ci sono degli attrezzi con i quali puoi allenarti. I parchi dove si svolgono queste attività sono in primis l’Idroscalo – il mare di Milano – Parco Nord, Parco Sempione e Parco Forlanini .

A.Palmieri, C.Rademaker, S.Sgamelotti, L.Trivinos

Gastronauti a Milano

Food, food e ancora food. Il cibo e la cucina sono diventati ormai l’amore di tutti, un elemento essenziale di cui nessuno può fare a meno. Ormai, con gli amici, si parla più di cibo che del resto! Se siamo a tavola facciamo tutti foto alle prelibatezze e postiamo su Instagram (foodporn!).  Basta accendere la televisione e si vedono decine e decine di programmi sul cibo, e di conseguenza a volte non hai tempo di finire il programma che stai già iniziando a mangiare.

Milano è una grande città, motivo per cui si riesce a trovare qualsiasi tipo di cibo, però meglio iniziare dai grandi piatti tipici, la spina dorsale del menu per ospiti stranieri

Per gli amanti del riso, nel menù c’è il risotto alla milanese che è un piatto famoso in tutta Italia color giallo per l’uso dello zafferano. La carne invece è la protagonista della casoeûla , piatto forte e sostanzioso protagonista di numerose sagre autunnali, composto dai tagli più poveri del maiale e dalla verza; non possiamo dimenticare la cotoletta alla milanese, la più tradizionale si mostra ossuta e piuttosto alta mentre la sorella chiamata “orecchia d’elefante”, è sottile come una sottiletta! Le imitazioni non ci piacciono e quella vera possiamo trovarla solo a Milano.

Per quanto riguarda il dessert, il re è il panettone ( ci siamo inventati anche una manifestazione Re Panettone, che raccoglie i migliori pasticceri d’Italia); a Milano non è una semplice tradizione, è il dolce caratteristico per antonomasia. Esiste una vera e propria scuola di pensiero (e di palato) che nelle chiacchiere natalizie si concretizza nella domanda “tu da chi lo prendi?

La nostra città è multiculturale e i suoi ristoranti ne sono la dimostrazione evidente: accenniamo solo ad alcuni perché altrimenti la lista sarebbe infinita! Inizieremo con il sushi (cucina cinese/giapponese) che è amato dalla maggior parte dei giovani. Parlando della Cina, esiste un quartiere a Milano – Via Paolo Sarpi – definito “China Town” dove si possono trovare molte prelibatezze asiatiche (cinese, giapponese, thailandese).

Da pochi anni sono diventati numerosi i fast food filippini (Jollibee, Bandiera Rossa, CooCoo e Bulaluhan), americani (Five Guys, Domino’s Pizza, Mama Burger). Gioco a parte fanno i turchi con rosticcerie che presentano diversi tipi di kebab, falafel ecc.

Possiamo mangiare eritreo nel quartiere di Porta Venezia, sudamericano in via Padova ma anche libanese, russo, afghano, qualunque cucina è presente senza dimenticare la tradizione italiana in generale ed in particolare campana e pugliese.

Buon Appetito … e fotografate i piatti, mi raccomando!

M.Andriani, M.Cacchione, R.Medina, C.Abital

Play and Listen Music in Milano

“O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man…”

Milan has an artistic musical vein that is not always known but those who live there know that it is one of the most dynamic cities in Italy from a cultural and a musical point of view; every age can choose from a vast repertoire of genres.
Adriano Celentano is the most representative and famous artist of whom we still sing verses more or less dated, the most famous song, to which we Milanese are fond of, is entitled “The boy from the Via Gluck” and tells of a Milan that no longer exists, when the countryside had to give up space to the Central Station.

From Santa Tecla, to the Ariston theatre, to the cinema, Celentano has had a road full of success and memorable songs that we still find ourselves humming.
To our parents, Milan offers a variety of live music programs in venues scattered throughout the area, where they can go to listen to jazz, funk, blues, folk, fusion and any artistic contamination in contemporary instrumental music before a drink. Some parents follow the concerts promoted by the Veneranda Fabbrica del Duomo with a sound repertoire ranging from the 1400s to the 1900s and performed with the organ of the cathedral, one of the largest in Italy. We go to the Duomo (so called in jargon), to listen to the most popular singers during the summer, when the most engaging concert for us takes place, the free concert offered by Radio Italia.

We kids love listening to music in company even if we often isolate ourselves with a pair of good headphones. By now we young people no longer listen to the radio because we download the music we want on the phone, but we have discovered that for just over two years, Milan has a megaphone that broadcasts the sounds of the city 24 hours a day.
It’s called Radio Raheem, and its showcase located on the canals allows you to look at the whole – towards what is musically born and grows in Milan – at the microphone and the dishes alternate the “host” residents, but also a lot of artists Italians and internationals who moved to play in the city.
The kind of music that we boys listen to ranges from Italian / American hip-hop, rap, raggeaton and Latin. Today, mostly, the most listened to music is the trap. Which is a musical sub-genre of hip-hop. Famous singers of this genre are mostly young boys who have formed in the difficult suburbs of this city, such as: Sfera Ebbasta, Rkomi, Emis Killa, Dark Polo Gang. They talk about what happens in our streets, in our hearts with a language that adults consider harsh and incapable and would like to censor.

Milan is also a special square for Latin music; the Milan Latin Festival is held every year in Assago. It is a unique opportunity to combine multi-ethnic youth to dance and have fun together. Another musical genre in vogue is the techno, this type of music is used above all in discos, where boys can be more exuberant.Not only do we listen to music for pleasure or to relax, but also while we walk, because without music we don’t define ourselves.Special features of Milan is the presence of outdoor dance areas: in the Porta Venezia (once under the metro tunnels) the South Americans are found and in the Garibaldi area (in Piazza Gae Aulenti) the Filipinos meet. The dancers arrive at dusk, when the flow of commuters begins to fade. The underground mezzanine or the immense corridors of the Passante transform into an impromptu dance school. At Porta Venezia, on Friday evening, up to eight South American dance companies, especially Bolivians and Peruvians, are found. They are numerous crews, but in the underground and on the first floor of the Passante there is room for everyone. They try for two or three hours and then leave, leaving everything in order. From time to time the police or ATM officials arrive to send them away or ask to lower the volume. The out of breath commuters ignore them. But they appreciate them: with their presence in the evening the station is safer. Bluetooth speakers placed on the floor spread fast-paced music. It is piazza Gae Aulenti, but it looks like a Manila dance hall. Every day, among the shops under the Unicredit towers, dozens of boys meet to dance.
They are almost all Filipinos, children of one of the largest Milanese ethnic communities. They try the choreographies for hours, until they become perfect. Their dance is contaminated by different styles but the starting point is the same for everyone: hip hop.

A.Prezzano, E.Raccomandato, A.Vivaldi, G.Ortiz

Fare ed ascoltare musica a Milano

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan …

Milano ha una vena artistica musicale non sempre conosciuta ma chi ci vive sa che è una delle città musicalmente e culturalmente più dinamiche d’Italia; ogni età può scegliere in un vasto repertorio di generi

L’artista più rappresentativo e famoso del quale tutt’oggi si canticchiano strofe più o meno datate, è Adriano Celentano: la canzone più famosa, a cui noi milanesi siamo affezionati, s’intitola “il ragazzo della via Gluck“ e racconta di una Milano che non c’è più, di quando la campagna ha dovuto cedere spazio nientemeno che alla Stazione Centrale. Dal Santa Tecla, all’Ariston, al cinema, Celentano ha avuto una strada piena di successo e di canzoni memorabili che ancora oggi ci troviamo a canticchiare.

Ai nostri genitori Milano offre svariati programmi di musica live in locali disseminati in ogni zona, dove possono recarsi per ascoltare, davanti a un drink, le proposte jazz, funk, blues, folk, fusion e qualsivoglia contaminazione artistica nella musica strumentale contemporanea. Alcuni genitori seguono i concerti promossa dalla Veneranda Fabbrica del Duomo con un repertorio sonoro che va dal 1400 al 1900 ed eseguiti con l’organo della cattedrale, tra i più grandi d’Italia. Noi andiamo in Duomo (si dice così in gergo), ad ascoltare i cantanti più in voga durante l’estate, quando si svolge il concerto più coinvolgente per noi, il concerto gratuito offerto da Radio Italia.

Noi ragazzi amiamo ascoltare la musica in compagnia anche se spesso ci isoliamo con un paio di buone cuffie. Ormai noi giovani non ascoltano più la radio perché scarichiamo la musica che desideriamo sul telefono, ma abbiamo scoperto che da un paio d’anni, Milano ha un megafono che diffonde h24 i suoni della città. Si chiama Radio Raheem, e la sua vetrina situata sui Navigli permette di guardare all’interno – verso ciò che musicalmente nasce e cresce a Milano – al microfono e ai piatti si alternano gli “host” residenti, ma anche un bel po’ degli artisti italiani e internazionali che passano a suonare in città.

Il genere di musica che ascoltiamo noi ragazzi varia dall’hip-hop italiano/americano, al rap, al raggeaton e al latino. Oggi per lo più, il genere musicale più ascoltato è la trap. Quest’ultima è un sottogenere musicale dell’hip-hop. Cantanti famosi di questo genere sono per lo più ragazzi giovani che si sono formati nelle periferie difficili di questa città, come ad esempio: Sfera Ebbasta, Rkomi, Emis Killa, Dark Polo Gang. Raccontano quanto avviene nelle nostre vie, nei nostri cuori con un linguaggio che gli adulti giudicano aspro e incattivito e vorrebbero censurare. Da febbraio stiamo tutti cantando “Soldi” di Mahmood, perfetto esempio di Milano multietnica.
Un altro genere musicale in voga è la tecno, questo tipo di musica viene usata soprattutto nelle discoteche, dove i ragazzi possono essere più esuberanti. Non solo ascoltiamo musica per piacere o per rilassarci, ma anche mentre camminiamo, perché senza musica non ci definiamo.

Milano è anche piazza speciale per la musica latina; addirittura si tiene ogni anno ad Assago, il Milano Latin Festival. E’ un’occasione unica per unire la gioventù multietnica per ballare e divertirsi tutti insieme. Particolarità di Milano è la presenza di zone di ballo all’aperto: in Porta Venezia (un tempo sotto i tunnel della metro) si ritrovano i sudamericani e in zona Garibaldi ( in piazza Gae Aulenti) si incontrano i filippini. I ballerini arrivano all’imbrunire, quando il flusso dei pendolari comincia a attenuarsi. Il mezzanino della metropolitana o gli immensi corridoi del Passante, si trasformano in una scuola di ballo improvvisata. A Porta Venezia, il venerdì sera, si ritrovano fino a otto compagnie di ballo sudamericane, in particolare boliviani e peruviani. Sono crew numerose, ma in metrò e al primo piano del Passante c’è posto per tutti. Provano per due o tre ore e poi se ne vanno, lasciando tutto in ordine. Ogni tanto arrivano la polizia o gli addetti dell’Atm a mandarli via o a chiedere di abbassare il volume. I pendolari trafelati li ignorano. Ma li apprezzano: con la loro presenza di sera la stazione è più sicura. Casse bluetooth appoggiate per terra diffondono musica dal ritmo veloce. È piazza Gae Aulenti, ma sembra una palestra di ballo di Manila. Ogni giorno, tra i negozi sotto le torri Unicredit, decine di ragazzi si incontrano per ballare. Sono quasi tutti filippini, figli di una delle più grandi comunità etniche milanesi. Provano le coreografie per ore, finché non diventano perfette. La loro danza è contaminata da stili diversi ma la base di partenza è la la stessa per tutti: l’hip hop.

A.Prezzano,E.Raccomandato, A.Vivaldi, G.Ortiz