Play and Listen Music in Milano

“O mia bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man…”

Milan has an artistic musical vein that is not always known but those who live there know that it is one of the most dynamic cities in Italy from a cultural and a musical point of view; every age can choose from a vast repertoire of genres.
Adriano Celentano is the most representative and famous artist of whom we still sing verses more or less dated, the most famous song, to which we Milanese are fond of, is entitled “The boy from the Via Gluck” and tells of a Milan that no longer exists, when the countryside had to give up space to the Central Station.

From Santa Tecla, to the Ariston theatre, to the cinema, Celentano has had a road full of success and memorable songs that we still find ourselves humming.
To our parents, Milan offers a variety of live music programs in venues scattered throughout the area, where they can go to listen to jazz, funk, blues, folk, fusion and any artistic contamination in contemporary instrumental music before a drink. Some parents follow the concerts promoted by the Veneranda Fabbrica del Duomo with a sound repertoire ranging from the 1400s to the 1900s and performed with the organ of the cathedral, one of the largest in Italy. We go to the Duomo (so called in jargon), to listen to the most popular singers during the summer, when the most engaging concert for us takes place, the free concert offered by Radio Italia.

We kids love listening to music in company even if we often isolate ourselves with a pair of good headphones. By now we young people no longer listen to the radio because we download the music we want on the phone, but we have discovered that for just over two years, Milan has a megaphone that broadcasts the sounds of the city 24 hours a day.
It’s called Radio Raheem, and its showcase located on the canals allows you to look at the whole – towards what is musically born and grows in Milan – at the microphone and the dishes alternate the “host” residents, but also a lot of artists Italians and internationals who moved to play in the city.
The kind of music that we boys listen to ranges from Italian / American hip-hop, rap, raggeaton and Latin. Today, mostly, the most listened to music is the trap. Which is a musical sub-genre of hip-hop. Famous singers of this genre are mostly young boys who have formed in the difficult suburbs of this city, such as: Sfera Ebbasta, Rkomi, Emis Killa, Dark Polo Gang. They talk about what happens in our streets, in our hearts with a language that adults consider harsh and incapable and would like to censor.

Milan is also a special square for Latin music; the Milan Latin Festival is held every year in Assago. It is a unique opportunity to combine multi-ethnic youth to dance and have fun together. Another musical genre in vogue is the techno, this type of music is used above all in discos, where boys can be more exuberant.Not only do we listen to music for pleasure or to relax, but also while we walk, because without music we don’t define ourselves.Special features of Milan is the presence of outdoor dance areas: in the Porta Venezia (once under the metro tunnels) the South Americans are found and in the Garibaldi area (in Piazza Gae Aulenti) the Filipinos meet. The dancers arrive at dusk, when the flow of commuters begins to fade. The underground mezzanine or the immense corridors of the Passante transform into an impromptu dance school. At Porta Venezia, on Friday evening, up to eight South American dance companies, especially Bolivians and Peruvians, are found. They are numerous crews, but in the underground and on the first floor of the Passante there is room for everyone. They try for two or three hours and then leave, leaving everything in order. From time to time the police or ATM officials arrive to send them away or ask to lower the volume. The out of breath commuters ignore them. But they appreciate them: with their presence in the evening the station is safer. Bluetooth speakers placed on the floor spread fast-paced music. It is piazza Gae Aulenti, but it looks like a Manila dance hall. Every day, among the shops under the Unicredit towers, dozens of boys meet to dance.
They are almost all Filipinos, children of one of the largest Milanese ethnic communities. They try the choreographies for hours, until they become perfect. Their dance is contaminated by different styles but the starting point is the same for everyone: hip hop.

A.Prezzano, E.Raccomandato, A.Vivaldi, G.Ortiz

Fare ed ascoltare musica a Milano

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan …

Milano ha una vena artistica musicale non sempre conosciuta ma chi ci vive sa che è una delle città musicalmente e culturalmente più dinamiche d’Italia; ogni età può scegliere in un vasto repertorio di generi

L’artista più rappresentativo e famoso del quale tutt’oggi si canticchiano strofe più o meno datate, è Adriano Celentano: la canzone più famosa, a cui noi milanesi siamo affezionati, s’intitola “il ragazzo della via Gluck“ e racconta di una Milano che non c’è più, di quando la campagna ha dovuto cedere spazio nientemeno che alla Stazione Centrale. Dal Santa Tecla, all’Ariston, al cinema, Celentano ha avuto una strada piena di successo e di canzoni memorabili che ancora oggi ci troviamo a canticchiare.

Ai nostri genitori Milano offre svariati programmi di musica live in locali disseminati in ogni zona, dove possono recarsi per ascoltare, davanti a un drink, le proposte jazz, funk, blues, folk, fusion e qualsivoglia contaminazione artistica nella musica strumentale contemporanea. Alcuni genitori seguono i concerti promossa dalla Veneranda Fabbrica del Duomo con un repertorio sonoro che va dal 1400 al 1900 ed eseguiti con l’organo della cattedrale, tra i più grandi d’Italia. Noi andiamo in Duomo (si dice così in gergo), ad ascoltare i cantanti più in voga durante l’estate, quando si svolge il concerto più coinvolgente per noi, il concerto gratuito offerto da Radio Italia.

Noi ragazzi amiamo ascoltare la musica in compagnia anche se spesso ci isoliamo con un paio di buone cuffie. Ormai noi giovani non ascoltano più la radio perché scarichiamo la musica che desideriamo sul telefono, ma abbiamo scoperto che da un paio d’anni, Milano ha un megafono che diffonde h24 i suoni della città. Si chiama Radio Raheem, e la sua vetrina situata sui Navigli permette di guardare all’interno – verso ciò che musicalmente nasce e cresce a Milano – al microfono e ai piatti si alternano gli “host” residenti, ma anche un bel po’ degli artisti italiani e internazionali che passano a suonare in città.

Il genere di musica che ascoltiamo noi ragazzi varia dall’hip-hop italiano/americano, al rap, al raggeaton e al latino. Oggi per lo più, il genere musicale più ascoltato è la trap. Quest’ultima è un sottogenere musicale dell’hip-hop. Cantanti famosi di questo genere sono per lo più ragazzi giovani che si sono formati nelle periferie difficili di questa città, come ad esempio: Sfera Ebbasta, Rkomi, Emis Killa, Dark Polo Gang. Raccontano quanto avviene nelle nostre vie, nei nostri cuori con un linguaggio che gli adulti giudicano aspro e incattivito e vorrebbero censurare. Da febbraio stiamo tutti cantando “Soldi” di Mahmood, perfetto esempio di Milano multietnica.
Un altro genere musicale in voga è la tecno, questo tipo di musica viene usata soprattutto nelle discoteche, dove i ragazzi possono essere più esuberanti. Non solo ascoltiamo musica per piacere o per rilassarci, ma anche mentre camminiamo, perché senza musica non ci definiamo.

Milano è anche piazza speciale per la musica latina; addirittura si tiene ogni anno ad Assago, il Milano Latin Festival. E’ un’occasione unica per unire la gioventù multietnica per ballare e divertirsi tutti insieme. Particolarità di Milano è la presenza di zone di ballo all’aperto: in Porta Venezia (un tempo sotto i tunnel della metro) si ritrovano i sudamericani e in zona Garibaldi ( in piazza Gae Aulenti) si incontrano i filippini. I ballerini arrivano all’imbrunire, quando il flusso dei pendolari comincia a attenuarsi. Il mezzanino della metropolitana o gli immensi corridoi del Passante, si trasformano in una scuola di ballo improvvisata. A Porta Venezia, il venerdì sera, si ritrovano fino a otto compagnie di ballo sudamericane, in particolare boliviani e peruviani. Sono crew numerose, ma in metrò e al primo piano del Passante c’è posto per tutti. Provano per due o tre ore e poi se ne vanno, lasciando tutto in ordine. Ogni tanto arrivano la polizia o gli addetti dell’Atm a mandarli via o a chiedere di abbassare il volume. I pendolari trafelati li ignorano. Ma li apprezzano: con la loro presenza di sera la stazione è più sicura. Casse bluetooth appoggiate per terra diffondono musica dal ritmo veloce. È piazza Gae Aulenti, ma sembra una palestra di ballo di Manila. Ogni giorno, tra i negozi sotto le torri Unicredit, decine di ragazzi si incontrano per ballare. Sono quasi tutti filippini, figli di una delle più grandi comunità etniche milanesi. Provano le coreografie per ore, finché non diventano perfette. La loro danza è contaminata da stili diversi ma la base di partenza è la la stessa per tutti: l’hip hop.

A.Prezzano,E.Raccomandato, A.Vivaldi, G.Ortiz